Una rivoluzione... dei tempi di Gutenberg
Nella primavera editoriale
del 2012 è facile scorgere una primula rossa che spunta ovunque
negli eventi dedicati agli appassionati dei libri: è il
self-publishing. Quest’anno, infatti, ogni volta che si
parla di libri si affronta anche questo argomento. Lo si è fatto nei
giorni scorsi a Roma a Libri
come (Festa del libro e della lettura, organizzata da Radio
Tre), accadrà a ByeByebook
(Gli ebook, il self publishing e il futuro dell’editoria, Empoli) il
prossimo 24 marzo con il primo evento nazionale dedicato al
self-publishing e poi ancora a Roma il 27/28 aprile con
Librinnovando (3)
e, infine, dal 10 al 14 maggio maggio al Salone
del libro di Torino (10-14 maggio). Se ho ragione non si
tratta solo di una rondine a primavera, ma dello stormo che precede
la tempesta.
A volte, improvvisamente, il
vecchio assume le forme del nuovo e dell’inatteso. È sufficiente
un piccolo cambiamento, e mutano scenari dati per scontati da sempre.
In questo caso il cerino che accende la miccia è quello
dell’autopubblicazione e della sua rinascita in seguito all’arrivo
dei libri elettronici.
Di per sé
l’autopubblicazione non rappresenta nulla di nuovo. La possibilità
di pubblicare in autonomia la propria opera risale a Gutenberg. La
figura dell’editore, all’inizio inesistente, scaturisce proprio
dal rapporto diretto fra autore e stampatore; un rapporto che solo
successivamente viene mediato prima dai commercianti di libri e poi
dagli editori. Da allora fino a oggi l’autopubblicazione è sempre
esistita. I suoi momenti più felici hanno coinciso con quelli più
terribili della storia: quando restava l’unica possibilità per
divulgare le proprie idee. Sono stati i giornali clandestini e i
fogli carbonari a costruirne la mitologia. C’è una ragione se
durante la clandestinità il self-publishing aveva successo:
la promozione era legata alla passione dei singoli che diffondevano
le opere tra compagni fidati, persone dalle forti affinità, qualcosa
di più del senso di appartenenza a una community virtuale.
Sono i compagni della carboneria, dei partigiani di ogni tempo, cui
si affidavano i testi ciclostilati in proprio per la propaganda. In
tempi normali, invece, l’autopubblicazione è stata quasi sempre
una scelta residuale degli esclusi dal mondo ufficiale dell’editoria
tradizionale. Il suo limite maggiore è stato, fino a ieri,
l’impossibilità di raggiungere i lettori. L’accesso al canale di
distribuzione, le librerie, era appannaggio dei grandi attori che ne
concentravano l’uso escludendo quelli minori e, in particolare, gli
autori autopubblicati. Con l’arrivo degli ebook quel che cambia è
proprio questo: i canali distributivi sono – per ora – aperti a
chiunque.
La vera novità è che i
futuri padroni dell’industria editoriale, gli store e le
piattaforme di distribuzione, consentono a chiunque di accedere ai
lettori. È questa la vera rivoluzione che scompagina gli equilibri
storici dell’editoria, non la moda tecnologica dei dispositivi di
lettura degli iPad e degli e-reader; è il cambio di paradigma, il
passaggio irreversibile che trascina con sé non solo il mercato dei
libri e i destini degli autori, ma le stesse modalità di formazione
e divulgazione del pensiero nella nuova società.
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| Fonte: llbookreview.com |
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| Fonte: StayOutOfSchool.com |
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Decisamente, Mauro, il self-publishing, nell'idea che in Rete c'è posto per tutti, avrà una crescita esponenziale. Incontro risorse creative e di qualità ogni giorno, nei blog, nei SN e quella del self-publishing può essere una grande opportunità per molti emergenti di farsi conoscere, di raggiungere, con gli e-book, potenziali lettori.
RispondiEliminaEd è inevitabile che le nuove modalità di apertura dei canali distributivi per accedere ai lettori, influenzeranno anche la generazione e il trasferimento di contenuti e le relazioni che si instaurano tra questi ultimi e coloro che li consultano in Rete, tra aggregatori e motori di ricerca.
La frammentazione dell'informazione (anche come fatto temporale, nelle molte fonti e nei molti canali) e l'eccesso, la ridondanza di elementi e significati per assenza di filtri, aumenta il caos. Un effetto caotico in cui il lettore si trova a dovere e sapere scegliere tra contenuti e contenuti di qualità.
Allora, per deframmentare, occorre comprendere i nessi tra i vari frammenti, costruire un filtro personale e considerare questo caos, un caos creativo, come sottolinea Sergio Maistrello (Io editore, tu Rete): "Ciò che fa la differenza tra il caos e il senso sono i percorsi individuali di ciascuno di noi. Ognuno sceglie le sue destinazioni; valuta ciò che trova in funzione delle proprie necessità e dei propri gusti; ne trattiene l’essenza oppure lo abbandona al suo destino".
E naturalmente, c'è da auspicarsi , come tu stesso sottolinei nel tuo interessantissimo articolo, che "un nuovo ordine emerga da alleanze inedite fra autore e lettore e dai lettori che si incontrano tra loro"
Prima il mondo dell'editoria decideva cos'era interessante o no per i lettori avere fra le mani. E le analisi di quale libro non sarebbe troppo rischioso finanziarmente pubblicare, queste analisi non si sono sempre rivelate giuste.
RispondiEliminaIl selfpublishing permette di spalancare finestre per gli autori non-ancora pubblicati... Ci sono vari modi di autopubblicare il proprio libro oggi: http://www.scoop.it/t/ebook
"Ognuno sceglie le sue destinazioni" scrive Sergio Maistrello (grazie @Lavinia Pucci per questo commento interessante). Ognuno dovrebbe poter scegliere e trovare facilmente la sua "tribu" (cf Seth Godin).
... Il nuovo ordine E'. E' già qui.
Ancora non mi sono fatta un'idea precisa sul self-publishing, ed oggi il tuo post ha contribuito ad offrirmi nuovi spunti di riflessione. Da lettrice confermo che vivo quotidianamente il problema dell'overload informativo e mi rendo anche conto che l'universo delle possibilità in digitale non farà altro che accentuare il problema. Di sicuro mi sento di dire che demonizzare il self-publishing etichettandolo come "roba di scarsa qualità in quanto grazie al denaro ognuno pubblica quello che vuole" mi sembra altrettanto sbagliato(pensiamo alle porcherie che vengono pubblicate nei circuiti tradizionali perché scritte da personaggi "famosi" per esempio). Perciò mi fermo in paziente attesa a vedere che accade e magari mi autopubblico qualcosa! ;-)
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